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Chi è Alfonso Luigi Marra

Biografia, opere, politica e professione di Alfonso Luigi Marra

                            A cura dell’avv. Raffaele Ferrante

L’On. Avv. Alfonso Luigi Marra è nato il 18.12.1947, a San Giovanni in Fiore (CS). È cassazionista e costituzionalista e, dal 1973, ha difeso circa 100.000 cause per circa 70.000 clienti, in vari campi, con esito quasi sempre vittorioso. Esercita in tutta Italia ed all’estero. Vive tra Roma, Napoli e Siena, ed, occasionalmente, in Australia. Paese, l’Australia, di cui, in seguito ad una lunga controversia (1985/2000) con la Magistratura e le Istituzioni, legata ad una sua vicenda familiare, ha avuto modo di approfondire la normativa, e dove ha pubblicato quattro volumi in tema di storia della cultura, diritto di famiglia, sociologia ed altro. È stato membro, da parlamentare europeo (1994/1999), della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Australia e la Nuova Zelanda.

È stato Coordinatore nella Commissione Istituzionale del Parlamento Europeo ed, in quanto tale, ha scritto, tra le moltissime altre cose, nel 1994, la ‘relazione’ (proposta di legge europea) per la Riforma Istituzionale Europea: una proposta di riforma attualissima ma elusa da allora, e che avrebbe ostacolato la degenerazione in senso autoritario che c’è poi stata (I libri ed i documenti citati, ed ogni altro, sono scaricabili da marra.it).

Ha scritto inoltre, nel 1995, la anch’essa attualissima Proposta di legge per l’etichettatura dei prodotti agricoli ed ittici nella vendita al dettaglio: norma che, poiché i prodotti agricoli ed ittici italiani sono i migliori del pianeta, avrebbe reso l’Italia il Paese leader del settore leader: l’alimentazione, e quindi ricchissima. Una legge che, proprio per questo, è purtroppo osteggiata anch’essa fin da allora, ed è stata infatti promulgata in varie formulazioni, tutte distorte ed inadeguate.

Ha pubblicato diverse centinaia di importanti documenti, molti dei quali giuridici, in tutti i principali campi. 

Ha inoltre realizzato, negli ultimi anni, numerosi video con i quali, sfruttando le facili reazioni popolari che era prevedibile gli influencer al servizio delle lobby avrebbero scatenato, ha reso noto al grande pubblico, non solo italiano, ma mondiale, il signoraggio ed altri gravi illeciti sistemici.

È stato avvocato della Camera del Lavoro dal 1975 al 1985, anno in cui si dimise con la Lettera di dimissioni di un avvocato della CGIL dal sindacato e dal PCI, per poi fondare, nel 1987, il Partito di Azione per Lo Sviluppo (vedi: Il nuovo libro del PAS). Partito né di destra né di sinistra né di centro, perché, scrisse: «La destra erra nel privilegiare l’individuo, la sinistra nel sacrificarlo, ed il centro nel porsi a mezza strada tra due errori, laddove il PAS è fondato sull’idea che l’individuo possa svilupparsi liberamente, come piace alla destra, purché il suo sviluppo sia funzionale allo sviluppo della società, come non può che piacere anche alla sinistra».

Ha sempre accusato apertamente la magistratura di essere il vero artefice della rovina sociale, perché, come scrive da trent’anni sul frontespizio dei suoi atti giudiziari: «Se la civiltà è figlia del controllo, la ‘disfunzione’ della giustizia, in realtà funzionale al regime, è necessariamente la madre dell’attuale stato delle cose».

Attraverso le molte cause collettive che ha difeso ha causato varie riforme, tra cui quella che, nel 1998, dopo una terribile lotta con l’apparato e la stessa magistratura, causò il trasferimento dalle Prefetture all’INPS della competenza per il riconoscimento delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento. Trasferimento che liberò milioni di invalidi dalle gravissime ‘disfunzioni’ (frodi di massa penalmente perseguite in seguito alle sue cause) delle Prefetture, che pagavano le pensioni anche dopo dieci anni e, di solito, in cambio del versamento degli arretrati a cosche di ‘addetti’ interne ed esterne ad esse.

Dal 2001 si è anche occupato, tra il molto altro, di cause ‘Pinto’ (cause per l’indennizzo delle lungaggini nei processi), seguendo, all’epoca, la quasi totalità del contenzioso italiano (18.850 ricorsi in primo grado e 4.580 in Cassazione, tutti vinti, salvo eccezioni), ed ha visto nel tempo l’adeguarsi della giurisprudenza italiana alle tesi che ha formulato, fin dai primi anni ‘90, dinanzi alla Corte Europea. ‘Corte’ che definisce una subdola COSCA Europea dei Diritti dell’Uomo, come deducibile anche dal fatto, scrive già dal 1987, che la giustizia italiana non potrebbe essere l’obbrobrio che è, se la giustizia europea, che la controlla, non fosse «sospesa tra illegittimità ed approssimazione»: una perversa Corte che dirige il mondo, perché le sue sentenze sono obbligatorie per la giurisdizione e la legislazione di 47 Paesi, ma è in mano alla cupola bancaria.

Da alcuni anni si occupa di diritto tributario e, dal 1980, di cause contro le banche. Nel 1987 pubblicò, a sue spese, sui principali giornali, quali La RepubblicaLa Stampa e vari altri, la versione integrale dell’Atto di citazione già pronto per i correntisti che vogliano far causa alla loro banca. Atto oggi divenuto molto più complesso, ma recante da allora le tesi che sono poi diventate (non ancora tutte) la giurisprudenza italiana.

Ritenendo che i partiti non siano proprietà di nessuno, ed al fine dichiarato di modificarli permeandoli delle sue tesi, è stato in tutti i partiti in cui è riuscito a farsi spazio pur senza mai nascondere di rimanere «vestito dei suoi panni ideologici», di non condividerne nessuno, e di considerarli tutti «parti di un’orchestra in cui ognuno suona il suo strumento, ma la musica la scrive per tutti il potere economico». Come quando, nel 1994, dopo essere stato candidato alle europee all’insaputa di Berlusconi (che altrimenti lo avrebbe impedito), e dopo essere stato eletto malgrado sia Berlusconi che il partito, fondò l’Area di Azione Politica di Forza Italia, a cui aderirono 19 dei 27 eurodeputati di Forza Italia, poi però dissuasi da Berlusconi. 

Circostanza in seguito alla quale, nel 1996, uscì dal partito e dal gruppo politico Forza Europa, e rimase nel Parlamento Europeo come PAS. 

Uno scontro un’altra delle cui ragioni di fondo, la principale, fu il mancato appoggio di Berlusconi e di Forza Italia alla sua proposta di riforma istituzionale.

Dice infine che, se dovesse definirsi, si definirebbe l’autore dei suoi libri, perché in essi, ed in particolare in La storia di Giovanni e Margherita, è descritto il modo di formazione del pensiero, che considera una scoperta di straordinaria rilevanza, che gli ha consentito di comprendere altre cose, anche nel campo della fisica, tra cui la definizione del concetto di tempo. 

Libri multidisciplinari in cui, dietro la struggente forma narrativa, dietro la stupefacente varietà degli stili, c’è sempre il giurista, il politico, lo scienziato, il rivoluzionario, perché, persino nell’uso dell’arte, di cui è in grado di raggiungere, sol che lo voglia, qualunque stadio, è parco, cauto, dato che la usa – come usa la forma, le parole, gli stili – solo quale mezzo per facilitare la diffusione di massa delle sue scoperte, delle sue teorie. 

Per cui si sacrifica: non cede mai alla tentazione di usare parole magari più adatte, più belle, più efficaci, ma poco comuni, che molti non conoscerebbero; talora cede all’uso di un lessico eccezionale (come in La popolanina napoletana ed invero in molti altri punti), ma poi cerca di ‘normalizzarlo’, di disadornarlo, per rimanere più vicino al lettore medio. Anche se il risultato è che lo rende ancora più irresistibile. Libri che, oltre a La storia di Giovanni e Margherita, sono:

-Il labirinto femminile, uno straordinario epistolario d’amore in sms, seguito da un’ancor più straordinaria analisi rivolta a liberare la società da quella concezione strategica e prevaricatoria delle relazioni che la mortifica da sempre e la sta oggi distruggendo.

-Fratello clima chetati (alias: Il complotto più cretino si chiama Fermare Gino!), sull’incombenza della catastrofe climatica, e sul perverso, assurdo sforzo trentennale dell’apparato di fermarlo.

-Da Ar a Sir, una storia della cultura e delle religioni dalle origini alla socialdemocrazia dei giorni nostri narrata in un intreccio di vicende personali che causa una continua stupefazione.

-Pazzia un Corno!, un diario dei periodi di malessere psichico di Loredana, la sua seconda moglie, nel contesto del quale svolge, da angolazioni fin lì sconosciute, il tema della chimica del pensiero e della meccanica dei suoi processi.

-Gli imperdonabili, il testo integrale della sua citazione per 323 milioni di euro di danni, più i danni equitativi, contro il Ministero della Giustizia, la Corte Europea, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, e l’ANSA.

-La civiltà degli ‘onesti’, una tagliente, ironica difesa con la quale sbaraglia, nel 1998, il feroce attacco giudiziario scatenato contro le sue cause dal regime.

-Il complesso di Santippe, un’analisi della crisi della cultura, ed in particolare della cultura anglosassone.

-CucciolinoLa storia di Aids e La fase di Saul, tre raccolte di documenti di grande coerenza e lucidità, su tutte le principali problematiche umane, giuridiche e sociali. 

-Atto di Appello, una breve ma importante opera sul tema della maternità e della paternità in rapporto al diritto di famiglia.

-L’Australia, una monarchia ben poco costituzionale, sullo schematismo giuridico di quel paese.

-Il nuovo libro del PAS, un documento politico senza uguali in nessuna epoca ed in nessuna cultura in cui illustra la causa della fondazione, l’ideologia, il modello organizzativo, il programma ed il sistema delle ‘Iniziative’, del PAS.

                                                                                                    Raffaele Ferrante 

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