L'ILLEGITTIMITA' DI GIUDICARSI TRA I GIUDICI

LA TRASMISSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DEL LUSSEMBURGO, da parte della Cassazione, della causa per danni intrapresa contro di me da tre PM napoletani per averli io a loro dire diffamati e calunniati asserendo che avevano indagato illegalmente su di me e facendoli oggetto di vari termini scurrili. La mia assoluzione in tutti i miei numerosi quanto sgangherati processi.

La minaccia di nuove persecuzioni giudiziarie sotto le pressioni di Presidenza del Consiglio, Ministero della Giustizia, delle Finanze ed Avvocatura di Stato, per fermare la mia azione per la velocizzazione della giustizia mediante la legge Pinto ed i pignoramenti in seguito al mancato pagamento dei decreti.

 

I 13 anni di persecuzioni poliziesche e giudiziarie, finiti mesi orsono con l’ultima delle mie assoluzioni, non sono che un aspetto delle ultraventennali reazioni degli apparati alle mie iniziative per sconfiggere il giudicarsi tra loro dei giudici, la lentezza della giustizia, l’usurarietà bancaria, il taglieggiamento degli invalidi ad opera delle Prefetture, ed ora il gravissimo signoraggio bancario e l’immane evasione fiscale che ne deriva.

Evasione fiscale bancaria recuperata la quale nessuno dovrà più pagare tasse, perché è multipla sia delle tasse evase che delle tasse pagate dal resto dell’intera società.

Persecuzioni che una nuova indagine della Procura di Roma mi fa ritenere potrebbero ricominciare, questa volta sotto le pressioni ed interferenze sui giudici e sulle polizie di ambienti della Presidenza del Consiglio, del Ministero delle Finanze, del Ministero della Giustizia, e dell’Avvocatura di Stato.

Cose già viste a partire dalle reazioni deliranti ai pignoramenti in loro danno che promuovo per il pagamento delle sentenze (formalmente decreti) ex legge Pinto, perché, oltre ad ardere di invidia, temono che i miei incassi inducano, come spero, altri avvocati a fare queste cause, mettendo così in crisi la studiata lentezza della giustizia, le cui disfunzioni sono funzionali al sistema.

Quando infatti in televisione o sui giornali si dice che non vengono pagate da anni migliaia di sentenze di condanna ex legge Pinto, si omette di precisare che sono pressoché tutte di miei clienti e mie.

Persecuzioni la cui prima serie, iniziata nel 94, fu invece causata, oltre che dal timore che la mia elezione al Parlamento europeo potesse produrre la notorietà dei miei libri, dai miei pignoramenti contro il Ministero degli Interni e le Prefetture, i cui fondi venivano considerati impignorabili finché, nel 92/94, non dimostrai con le mie procedure che non lo era.

Cause e pignoramenti ai quali seguì una lotta tremenda vincendo la quale mi onoro di aver liberato gli invalidi italiani dalla tirannide dei ladri delle Prefetture, causando la perdita della loro competenza in materia di riconoscimento delle pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento, ora dell’INPS.

Una competenza che gli era stata regalata proprio perché ne facessero quello che ne facevano, potendo gli invalidi italiani, specie a Napoli, interrompere le attese ultradecennali, create ad arte, solo elargendo, sotto gli occhi degli "onesti" di regime, gli arretrati alla pletora dei "gentiluomini" variamente addetti.

Una prima fase di persecuzioni che non è finita del tutto perché pendono ancora, in sede penale e civile, le cause per calunnia e diffamazione ai danni dei tre PM dalle cui accuse tutto principiò, e che, a loro dire, feci oggetto di una serie di appellativi scurrili ed accusai di avermi indagato illegalmente.

Una vicenda rispetto alla quale la Cassazione civile, con un gesto di cui mi ha lasciato di stucco la positività (quello che mi sta veramente deludendo in questi anni è il merito, perché dalla Cassazione ho avuto grandi soddisfazioni), ha trasmesso gli atti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee per la verifica della sussistenza della immunità parlamentare, ma anche del merito della questione presupposta.

Merito che ho ampiamente descritto nella mia memoria (scaricabile da www.marra.it, doc. n. 144), che sarà ora tradotta dalla Corte ed inviata agli Stati tutti dell’Unione Europea, sia in relazione alle violazioni di straordinaria gravità commesse contro di me dalle Istituzioni Italiane (fra cui la Regione Campania, in relazione alla questione dell’art. 26 della LR 11/84), e sia in relazione alla grande deprecabilità dei motivi di queste violazioni.

Una causa della quale vedremo poi l’esito, ma che comunque servirà ad aprire dinanzi alle Istituzioni continentali l’argomento che qui si è usato il fior fiore delle Istituzioni come strumento di persecuzione ed intimidazione di Stato contro un uomo reo di avere descritto nei suoi libri, a partire da "La storia di Giovanni e Margherita", teorie che costituiscono le massime scoperte di tutti i tempi nel campo della psicanalisi, della fisica e della chimica.

Soldi, tornando alla legge Pinto, quelli che pignoro, che, nella più generale indifferenza alle sentenze di condanna della Corte di Strasburgo per i ritardi nel pagamento dei decreti nonostante alleghi ad ogni pignoramento il corrispondente ricorso a Strasburgo, l’Avvocatura di Stato dipinge ai creduli giudici della Sezione Esecuzioni quali impignorabili in virtù di pseudo - finezze giuridiche degne di miglior causa e stupefacenti destinazioni, dalla "ricostruzione degli immobili del dopo terremoto dell’80", fino ad altre altrettanto indimenticabili, per celare così dietro paraventi di chiacchiere il dilapidamento del denaro pubblico a beneficio di vani e vasti apparati basati sulla "legittimazione" dell’illegale mediante la sua "democratizzazione", ovvero il coinvolgervi un sufficiente numero di persone.

Violazioni possibili (nessuno si offenda essendo ciò dovuto al modo in cui operano nell’individuo le pulsioni fondamentali: sopravvivere, svilupparsi, riconoscere, essere riconosciuti, raggiungere il massimo del risultato con il minimo dello sforzo) solo perché i giudici, liberi come sono dal timore delle pene, hanno visioni variamente opportunistiche dei loro ruoli, via via dettate da interessi di casta, di sistema o personali.

Checché si faccia sarà quindi inutile se prima non si farà la legge che vieti di giudicarsi tra giudici non essendovi legge senza quelle sanzioni, o civili o penali, che tra loro i giudici non si applicheranno mai.

Un giudicarsi tra loro che viola l’art. 3 della Costituzione laddove garantisce l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, e l’art. 2, laddove garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (e quindi delle sfortunate controparti "non giudici").

Problemi rimediabili ex art. 102 della C., che, nel vietare l’istituzione di giudici straordinari o giudici speciali, aggiunge però: "Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini estranei alla magistratura.".

Art. 102 che quindi consente l’istituzione presso gli organi giudiziari ordinari di sezioni specializzate a giudicare i giudici composte da collegi misti di giudici e non giudici, mentre gli art. 2 e 3 lo impongono allo scopo di istituire nelle cause la parità tra la parte giudice e la parte "non giudice", e la garanzia dei diritti del "non giudice".

Tesi che sostengo da anni e che sono state riprese, il 4.5.05, dal disegno di legge 1938/S, magari migliorabile ma sufficiente, salvo che per la composizione dei collegi giudicanti.

L’ideale a riguardo sarebbe cioè che nei collegi non vi fosse alcun togato, ma questo richiederebbe una modifica costituzionale.

Ma se è necessario ammetterne almeno 1, i 2 che prevede quel disegno sono troppi, perché c’è il rischio che i "3 cittadini" che comporrebbero il previsto collegio di 5 subiscano la "superiorità" dei 2 togati.

Rischio da attenuare scegliendo i "cittadini" tra i professori di diritto esimi, giuristi conclamati e avvocati di chiara fama, creando una "magistratura" di alto livello sia per garantire i giudici giudicati, sia per evitare la prevaricazione tecnica dei "cittadini" da parte del togato.

Una "magistratura" i cui componenti, togati e non, dovrebbero giudicare a rotazione ed essere eletti, con una periodicità breve, da parti specializzate e trasversali della collettività (politici, sindacalisti, avvocati, professori di diritto, giuristi ecc.).

Solo così le violazioni ai danni dei cittadini cesseranno di avere per i giudici che le commettono l’unica conseguenza mi spiace dirlo, ma è quanto accade-di consentir loro di comprarsi le case con i risarcimenti di chi osa dolersene.

Alfonso Luigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 145
  • Data: 17-07-2007
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