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PM A. A. e B. B.: inaccettabili motivazioni di richieste di archiviazione in materia di usura bancaria.

E’ avvenuto, Eccellenze, che i PM A. A. e B. B., della Procura della Repubblica di Napoli, hanno chiesto l’archiviazione di due distinte denunzie per usura contro due banche in base a motivazioni entrambe inaccetabili.

Denunzie fondate su semplici calcoli effettuati con il "ControllaBanche", programma lungamente testato, realizzato dal mio studio molti anni fa, scaricabile gratuitamente dal mio sito (e scaricato circa 15.000 volte), e che, se non l’unico, è il più diffuso.

Calcoli in base ai quali è palese che il TEG (tasso effettivo globale) supera la soglia stabilita dalla legge antiusura.

Ciò detto, poiché non considero la giustizia di proprietà della magistratura, chiedo di sapere, a prescidere dagli ordinari mezzi di impugnazione, quanto alla prima, come mai il dr A. A. abbia potuto concludere per la richiesta di archiviazione in favore di Unicredit Banca basandosi su una relazione con cui la Polizia Giudiziaria afferma sì la non sussistenza dell’usura, ma - incredibilmente - in base al tasso nominale (TAN) dichiarato dalla banca, e non invece dopo il controllo del tasso effettivo globale (TEG) di cui all’analitica denunzia.

Chiedo ugualmente di conoscere, quanto alla seconda, la logica in virtù della quale, in favore della Banca Popolare di Novara, il dr B. B., addirittura scrive:

"prescindendo (prescindendo?) dalla divergenza esistente tra l’ammontare del TEG indicato nella "tabella" allegata dalla persona offesa e quello indicato nella "tabella" depositata nell’interesse della Banca Popolare di Novara, alcun addebito è possibile ascrivere al direttore d’Area del Predetto Istituto di Credito che si è limitato ad applicare al rapporto di conto corrente in esame la "commissione di massimo scoperto" stabilita all’epoca dalla Sede Centrale e comunicata alla Banca d’Italia."

Dr B. B. che, in sostanza, giunge al punto di prescindere dal se vi sia o no l’usura (che c’è), perché - tanto - il direttore della filiale non ne sarebbe comunque responsabile.

Quasi cioè gli sia sfuggito che ciò che si intendeva sostenere è la responsabilità appunto della Sede Centrale (le maiuscole sono sue), mentre poco importa al denunziante della responsabilità del Pinco Pallino che dirige la filiale, la esclusione della cui responsabilità non è inoltre affatto pacifica.

Parole, quelle del dr B. B., che, decodificate, equivalgono a dire che, concependo egli la "Sede Centrale" come immune dal giudizio, e non considerando responsabile il direttore, ritiene quindi che nessuno sia responsabile dell’usura, per cui la collettività dei correntisti deve continuare a subirla.

Ciò, si badi, dopo mesi di andirivieni dell’avv. Rossella Guariglia, del mio studio, per svolgere, presso i PM, una spinosa e ciononostante ininterrotta ed insistente opera di illustrazione della straordinaria gravità della questione.

Straordinaria gravità perché è infatti gravissimo che la magistratura perseveri con tanta e tanto strana determinazione nel farsi sfuggire che quando una banca pratica l’usura con taluno è perché la pratica con tutti, e questi comportamenti bancari generalizzati producono alla società danni enormemente maggiori di quanti ne producano le pur mai abbastanza vituperate mafia, camorra e ‘ndrangheta.

Dilettanti, i mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti, di fronte alla criminalità bancaria che, grazie all’inscalfibile disattenzione della magistratura civile e penale, produce sofferenza, rovina e morte - civile e talora fisica - per milioni di persone; perché la politica la legge antiusura (ed altre) l’ha fatta, ed è la magistratura che, per motivi a noi non noti, non le applica o le viola.

Un modo di procedere, quello di chiedere alla stessa banca se è colpevole e di assolverla sol che si dichiari innocente, o di non prendere nemmeno in considerazione la responsabilità delle "Sedi Centrali", che da un lato rimescola il sangue per lo sdegno, e dall’altro spiega bene come mai l’usura bancaria non emerge, pur essendo notoriamente generalizzata.

A parte poi la ben più grave pratica del signoraggio primario e secondario, e dell’evasione fiscale che ne deriva, multipla delle tasse sia pagate che evase dal resto della società.

Signoraggio ed evasione fiscale bancaria a cui la magistratura guarda, supponente, come fossero originalità da giuristi da baraccone, ma testimoniano invece la sua incultura e la sua simpatia verso queste entità mostruose, che devono la possibilità di esercitare i loro crimini all’immunità che essa assicura loro rivolgendo le sue cure ai soli reati dei cittadini comuni.

Per non parlare della furia inquietante con cui perseguita i pensatori, filosofi o giuristi avversi al regime che protegge.

Archiviazioni, tornando all’oggetto di questa nota, circa le quali chiedo spiegazioni perché non può essere lasciato inspiegato il fatto che, in una materia tale, un magistrato pronunzi provvedimenti non inquadrabili in alcuna logica.

Spiegazioni in mancanza delle quali, dopo gli ordinari mezzi di impugnazione, ricorrerei all’autorità giudiziaria internazionale adducendo l’insussistenza in Italia del ricorso effettivo all’autorità giudiziaria contro l’usura bancaria.

Conscio di non correre alcun rischio perché so che se non mi si è ucciso e non mi si uccide è solo perché si agevolerebbe così la diffusione dei miei scritti, annunzio inoltre che presenteremo "FermiamoLeBanche" alle elezioni promettendo alla gente leggi specifiche e concezioni in virtù delle quali coloro che abbiano servito le banche con troppa solerzia debbano essere restituiti allo status di cittadini privati, che viene esercitato da decine di milioni di persone con più intelligenza e dignità di quanto lo facciano molti dall’interno dei ruoli pubblici.

27.5.08

Alfonso Luigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 153
  • Data: 26-05-2008
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