La fase di Ilenya, la bellissima Barbie, il gatto bianco, il bersagliere ladro disonore dell’esercito e della sua caserma, e la blatta execrabilis.

Ovvero l’amore sì, ma per rubare le casseforti: l’apice, cioè, dell’abiezione, dopo il quale potrebbe iniziare il riflusso verso una non moralistica moralità.

Spero che la fase della blatta execrabilis – simbolizzata da Ilenya, in realtà una dolcissima, bellissima casertana men che trentenne – sia l’apice dell’abiezione dal quale in poi potrebbe iniziare il reflusso verso una non moralistica moralità.

Un’Ilenya dolcissima e bellissima, ma incredibilmente, subdolamente, surrealmente malavitosa.

Già nel 2006, usando non volentieri le pur necessarie (perché esplicative) locuzioni che seguono, scrissi L’uomo di merda ‘naturale’ e la cultura stercoraria, per esemplificare, nell’interesse della società, il degrado al quale eravamo giunti. Ma «l’uomo di merda ‘naturale’» non era l’apice.

L’apice è invece (si spera) lei, Ilenya: una ragazza garbata, di famiglia media, non ignorante benché non colta, buona, animalista, capace di commuoversi di fronte a un cucciolo, moralista, salutista, aliena dalle droghe, astemia, castigata nei costumi, fidanzata, per dodici anni, dall’età di 15 anni, con un ragazzo via via preda di un alcolismo figlio della psicosi, fin quando, non molti mesi dopo, all’inizio del 2011, ha iniziato con me, innamoratissima (è in ciò, come vedremo, l’aspetto nuovo, straordinario della sua ‘fase’), una relazione di circa un anno.

Avevo descritto «l’uomo di merda ‘naturale’» di sei anni fa come frutto di una falsa liberalizzazione funzionale a una lotta alle concezioni repressive, giusta sì, ma condotta per abietti fini di consumo.

Una ‘liberalizzazione’ realizzata introducendo una cultura dell’indifferenza alla riprovazione per sconfiggere così la cultura della corrispettività tra merito e premio, tra demerito e sanzione.

Cultura dell’indifferenza che, alla lunga, mediante la radicalizzazione del permissivismo, ha disattivato nelle menti la ‘griglia’ di quelle forme emotive – quali il senso dell’onore, la dignità, la capacità di mortificarsi, di offendersi eccetera – necessarie per avere una percezione dolorosa o disagevole dell’altrui giusta riprovazione.

Griglia la cui scomparsa ha causato la nascita dell’uomo e della donna di merda ‘naturali’ e dei loro tanti sottotipi, tutti caratterizzati dal comportarsi in quelle maniere già in antico classiche delle persone di merda, ma ora in modo ‘naturale’.

Modo ‘naturale’ nel senso di a-drammatico, scevro, privo della sofferenza che affliggeva le persone di merda del passato, anch’esse senza onore né dignità, ma drammaticamente consce della loro pochezza, che le dure reazioni della società non consentivano di dimenticare un istante.

Diversamente cioè da ora che, poiché gli uomini e le donne di merda ‘naturali’ sono funzionali al consumismo, sono omologati, anzi praticamente apprezzati o acclamati; come i ‘modelli’ mediatici.

Una ‘cultura’ orchestrata dal potere economico, gestita dal potere politico ed esecutivo, difesa dal potere giudiziario, sostenuta dai media e resa possibile dal consenso delle sconfitte maggioranze.

Una pseudocultura che definii stercoraria perché la presa di coscienza è la prima fase di ogni evoluzione, per cui trincerarsi dietro i linguaggi eufemistici equivale a rifiutare la guarigione.

L’uomo e la donna di merda ‘naturali’ del 2006 erano però smarriti attori della loro stessa pochezza: prede di una passività figlia della perdita della ‘griglia’ dei valori.

Era quindi inevitabile, man mano che la fame dei bisogni aumentava, che il lupo intanato in ogni persona uscisse in cerca di cibo.

Ecco così che sei anni dopo siamo a questa nuova, orribile fase, che ho chiamato: La fase di Ilenya.

Delle o degli ‘Ilenya’ che hanno il livello morale delle blatte, ma che, spinti dai bisogni consumistici e dalla sete di denaro, non sono più passivi, come l’uomo di merda ‘naturale’ di sei anni fa, ma pronti a delinquere con una velocità di pensiero e di azione che non possono avere in altro, perché sono figli della cultura del disimpegno, e non possono che essere sempre più falliti. Salvo che la riconoscibilità come appartenenti al genus morale che sto illustrando, quello della ‘blatta execrabilis’, non li costringa – come spero – a cambiare.

Una depravazione che non è sessuale ma economica (Ilenya è praticamente casta), perché la sessualità, per quanto degradata, continua sempre ad avere dei suoi profili di dignità.

Concezioni consumistiche in virtù delle quali, scrivevo nel 1987, prima esistevano solo i buoni e i cattivi, mentre ad un certo punto tutti erano divenuti buoni, salvo che da quei nuovi ‘buoni’ potevi aspettarti anche quello che prima potevano farti solo i cattivi.

‘Buoni’ che poi si sono ‘evoluti’, perché quando la fame ha risvegliato nelle blatte il lupo sono divenuti ‘buoni’ al punto da saperti solo amare, e da amarti pertanto ininterrottamente; senza però che questo ostacoli che nel mentre si sforzino di frodarti nelle maniere più impensabili e sofisticate.

Un vivere frodando divenuto sempre più difficile fino a dover degenerare nell’illegalità e sovente nella criminalità, come nel caso, emblematico, della ‘mia’ bellissima, ‘virtuosa’ e ‘innamorata’ Barbie, così intimamente perversa da aver trovato ‘normale’ organizzare (in un modo così stupido da doverlo per forza imputare a lei) il furto della cassafortina asportabile che, lungo un anno, aveva assistito allo svolgersi della nostra passione dalla mensola dell’armadio di fronte al mio letto, divenuto ad un certo punto nostro.

Un furto (inventato in un sogno, altrimenti un PM potrebbe aprire un’indagine) che ha trovato ‘normale’ a causa di un’alterazione della psiche umana che destabilizza, perché significa che è venuta meno la possibilità di fidarsi degli altri anche quando ti amano.

Un furto che Ilenya (necessariamente anche una stolta: lo dimostra il gesto) ha commesso spinta da tre motivi: -primo, la certezza, idiota, che tutto sarebbe continuato come prima perché non avrei mai pensato di attribuirlo a una fatina dolcissima come lei; -secondo, l’eterna e incolmabile disperazione economica; -terzo, l’ossessione che in quella cassaforte ci fosse la somma del suo destino.

Una fatina innamorata veramente, come so da molti e molto ovvi segni, almeno uno dei quali non menzognero: un suo sogno, che l’aveva molto turbata e che mi offrii di interpretare, di alcuni giorni prima di questa sua ultima venuta da me. Il sogno del suo pianto amaro alla vista di un bellissimo gatto bianco, morto, dal lungo, serico mantello, sul margine di una strada. Un sogno che decifrai dopo qualche domanda perché, cogliendo un suo pensiero, ricordai la notte in cui, in auto, a Caserta, d’un tratto si agitò implorando: «Ferma ferma.. com’è bello com’è bello.. che peccato.. uhuu.. è morto è morto.. poverino.. ma che animale è? Ti prego ti prego vai a vedere..», sicché scesi e, data un’occhiata nell’erba oltre l’asfalto, rientrai dicendo che era un tasso. Poiché non riusciva a ricostruire la non nota figura del tasso, aveva ‘semplificato’ evocandolo nel sogno in forma di gatto. Un gatto che ero io (unico elemento di qualche rilievo nell’episodio del tasso, anche perché cruciale nel suo riconoscimento), e la cui bellezza simbolizzava i sentimenti nei miei confronti. Fulcro del sogno era però il dolore per la sua morte. Avevo pensato a un dolore per qualche cattiveria fattami. Era invece il dolore per quella che stava per farmi..

Un furto che non ha potuto impedire né la mia sospettosità verso lei né, ripeto, il suo ‘genuino’ amore verso me. ‘Amore’ che, insisto, non deve sfuggire o sfuggirebbe che siamo di fronte, non a un ordinario delitto, ma a una grave svolta del costume.

Una relazione svoltasi lungo un anno e finita alle 17 di lunedì 7 maggio 2012 con la constatazione del furto di quella cassafortina di una decina di chili (nessuno venga più a rubare da me, perché, a parte, da ora, i sofisticati antifurti, ho portato via per sempre ogni cosa di qualche valore).

Furto avvenuto nelle prime ore di quello stesso lunedì, mentre il nostro rapporto era ripreso il lunedì precedente, 30 aprile, come vedremo dagli sms di domenica 29 aprile, espressione anch’essi della singolarità dei tempi.

Sms alle cui lusinghe ho ceduto perché non avevo verginità da difendere, perché dopo la fine del rapporto con la carissima Sara ero solo, e perché non c’erano motivi per immaginare che stavo introducendo in casa una delinquente.

Un calcolo giusto perché, a parte le bellissime giornate di passione ‘genuina’ (..date le circostanze le virgolette sono tuttavia una cautela d’obbligo), mi ha fruttato questo cruciale documento al costo di qualche soldo e un vecchio Rolex, di cui però mi è dispiaciuto perché era un ricordo.

Cruciale perché ho capito che il motivo per il quale non riuscivo, da anni, a chiudere la raccolta di documenti di cui a Scritti contro la massa, che ora intitolerò La fase di Ilenya, era la mancanza di uno scritto che, come questo, descrivesse l’apice del processo involutivo sociale. Scritto che quindi mi consentirà, appena pubblicato La fase di Ilenya, di completare Il dizionario delle forme del conoscere e, diciamo tra un anno, poter finalmente affrontare il mio libro finale: La scoperta antologica, che chiude la fase culturale in atto dal 10.5.85, quando pubblicai la Lettera di dimissioni di un avvocato della CGIL dal sindacato e dal PCI.

Giornate di autentica passione perché questa vicenda è appunto un’espressione intensa della suddetta, surreale fattispecie dell’amarti veramente ma usare l’amore quale strumento ottimale per frodarti; di cui del resto ho scritto in La storia di Giovanni e Margherita nel 1985, sicché la novità è solo nella qualità e gravità delle frodi.

Una tendenza che va interrotta perché usare i sentimenti propri o altrui per ottenerne benefici è in qualche modo naturale, ma le connotazioni che ciò ha assunto oggi sconfinano in forme di fraudolenza di solito solo immorali, ma sempre più spesso anche penali.

Furto per realizzare il quale Ilenya mi ha chiesto di accompagnarla, domenica pomeriggio, a Caserta, dalla madre, e passare a riprenderla, lunedì nella tarda mattinata, per rientrare insieme a casa mia (nostra) a Roma.

Ciò allo scopo di farmi lasciare la casa affinché nella notte taluno potesse entrarvi con le chiavi da lei fornitegli e rubare la cassaforte.

Un furto per il quale ho poi scoperto – o tempora, o mores! – che si è incredibilmente servita, chissà mai con quali accordi, di un ladro che è di certo lui pure uno di quei predetti invertebrati capaci di tutto perché incapaci di qualunque cosa, ma è un sottufficiale dei bersaglieri disonore dell’esercito e della sua caserma.

Uno ‘Ntoni siciliano finito chissà come a ingrossare le fila della mala casertana, il quale, appreso – ad alto costo per lo Stato – il mestiere di guerreggiare per le missioni militari all’estero, se ne serve invece, nei mesi e mesi di malattie immaginarie pur essi rubati all’esercito, per destreggiarsi nelle tenebre nei furti di casseforti.

Non so cosa sarebbe accaduto se lunedì mattina non avessi, quasi per una premonizione, causato un dissidio e non fossi ripartito da solo per Roma, ma, detto che l’ho immaginata, se fosse tornata, profondersi nella stupefazione.. la ringrazio per i bei giorni e le tesi ispiratemi, e riporto di seguito questo breve epistolario d’ ‘amore’ tra virgolette per distinguerlo dall’altro, di ben altra dignità, di cui a Il labirinto femminile.

GLI SMS

Gino, domenica 29.4.12, ore 1.12

Cara Ilenya, mi spiace, ma in questo mese in cui non ci siamo visti è nata la prospettiva di un rapporto con una persona che mi ama, che amo, con la quale sto bene, e che è molto intelligente, sincera e per bene. E poiché non so quando una cosa simile potrà capitarmi ancora, e a te invece credo ‘il giusto’, e anche questa volta ho constatato che non sei cambiata per niente, non voglio perderla in cambio del nebuloso nulla che mi offri tu. Mi spiace. Buona fortuna.

Ilenya 29.4.12, ore 2.02

Non so se fai così perché sei un bambino viziato, che non sa aspettare, o se è un dispetto per farmi innervosire. Ieri hai detto che mi aspetti in questi giorni e che mi ami, e ora spari questa stronzata quando proprio oggi ho detto ad Antonio che sarei venuta da te lunedì prossimo.

Gino 29.4.12, ore 2.10

Mi spiace, ma ti sbagli. Non ho mai sprecato tempo con persone che non lo meritano. Quando mi hai richiamato ho avuto un momento di indecisione, ma poi ho capito che stai solo cercando di far maturare le condizioni per farti dare qualche soldo in cambio di qualche giorno di compagnia, e poiché la mia amica sa di te, e non voglio deluderla, ho preso questa decisione e l’ho già riferita sia a te che a lei.

Ilenya 29.4.12, ore 2.21

Quando mai ho voluto soldi? Non sto facendo maturare niente. Mi sono affrettata a finire il trasloco con il furgone della ditta di mia sorella per venire prima possibile da te e solo per stare con te.. Domani finisco e lunedì volevo venire da te.. Voglio venire!

Gino 29.4.12, ore 2.30

No dolcissima.. So di essere vecchio, grasso, brutto e basso, e che di me, al limite, si può innamorare solo qualche donna che si appassioni alle mie tesi o alle mie doti spirituali, di cui a te non importa un fico. Cosa dovrei sperare? Che il tuo amore per i soldi sia così forte da estendersi a me?

Ilenya 29.4.12, ore 3.06

Non amo i soldi, amo te, e l’ho capito da tempo.. Quando, a volte, mi hai dato dei soldi li ho accettati perché ne avevo realmente bisogno, ma ora non mi occorre nulla, sto lavorando con mia sorella nella sua società dei distributori automatici di caffè.. Ho solo bisogno di te.. E non è vero che non ho passione per le tue tesi. Non ho mai voluto ammetterlo perché sono sempre stata piena di rabbia per la tua resistenza. Perché non mi vuoi? Proprio ora che ho deciso di voler stare definitivamente con te!

Gino 29.4.12, ore 3.30

Se fosse vero che non hai bisogno di soldi, e non è vero, perché mi hai detto che tua sorella con le macchinette del caffè non guadagna nulla, allora vorrebbe dire che vuoi mettermi in crisi solo perché non accetti di perdere, perché vuoi sconfiggere me e la persona di cui ti ho scritto, poiché nulla di quello che hai fatto finora può far pensare che mi ami, e invece, questa persona per me si sta consumando. In ogni modo le ho già scritto, perché volevo tagliarmi i ponti alle spalle, e ora, quand’anche volessi, e non voglio, non potrei tornare indietro. A parte che a te sono sempre mancati i fatti, non le parole, e quelle di ora si aggiungono a quelle di cui mi hai sempre riempito.

Ilenya 29.4.12, ore 3.37

I fatti voglio fare, non le parole, e non per non perdere io, ma per non perdere te.. E poi mia sorella, grazie al mio aiuto, ha guadagnato tanti clienti e postazioni.. Tu che ne sai? Le cose cambiano.. io con te sono cambiata e voglio stare con te per dimostrartelo..

Gino 29.4.12, ore 3.45

Va bene va bene.. Ora comunque non posso. Vedremo tra una quindicina di giorni cosa sarà successo nei fatti, nella mia testa, nella tua, e ne riparleremo.

Ilenya 29.4.12, ore 4.01

Mi sento soffocare.. non mi sento bene.. Anche senza patente lunedì mattina mi metto in macchina e vengo a Roma da te.

Gino 29.4.12, ore 4.23

Mi spiace che non stai bene. È una situazione che hai fatto precipitare tu, perché alla sfiducia che già avevo verso i tuoi sentimenti, si è aggiunta quella di ritrovarmi di fronte alla solita mancanza di trasparenza. In ogni caso ti ho già detto che questa persona non mi è indifferente e non mi va proprio di trattarla immeritatamente male. Non possiamo rinviare di una settimana? E poi, scusami, ma cosa dovrebbe succedere lunedì che possa farmi conquistare quella fiducia in te che non ho?

Ilenya 29.4.12, ore 4.32

Ma è normale che l’altro ieri mi dici di venire quello stesso giorno, ieri mi hai detto che mi ami, e oggi mi dici di voler chiudere? E tu parli di fiducia? E che dovrei pensare io di te allora? Sei meno coerente di me.. Ma questa persona sta da te? Ma chi è?

Gino 29.4.12, ore 4.45

Tu vuoi scherzare.. Ti sembra invece normale che dopo la notte a casa tua sei scomparsa per un mese, come del resto hai sempre fatto? Tu usi la notoria tecnica di aprirti un momento, per attirare, e poi ritrarti per settimane o mesi. E sono tecniche di chi fa calcoli, non di chi ama. E siccome eri partita a rifarlo anche in questi ultimi giorni ho definitivamente deciso di smetterla. La persona di cui ti ho detto non è a casa mia, ma non vorrei ora dover rompere con lei come niente fosse per ritrovarmi con te che tra una settimana scappi a Caserta per rifare la modella o la rappresentante dei distributori di caffè.

Ilenya 29.4.12, ore 4.57

Ma che cavolo dici? Dovevo pur far qualcosa! Come devo vivere? Di aria? E poi: faccio la modella e non va bene! Non faccio nulla, e quindi rimango senza un euro e sono costretta a chiederti di aiutarmi, e dici che approfitto di te! Ora, per mantenermi, ho lavorato con mia sorella, e neanche questo va bene.. Ma allora cosa va bene? Che ne dici: mi uccido? Così facciamo prima!

Gino 29.4.12, ore 5.19

Vedo che continui a far finta di non capire anche ora che non c’è n’è più motivo, visto che ho deciso di prendere le distanze. Per il bene che comunque ti voglio e per il tuo futuro, quando ti imbatterai in qualcuno che non sei in grado di piegare alle tue condizioni di merda, se vorrai tentare di fornire in qualche modo quella garanzia senza la quale potrai avere solo dei rapporti con dei mezzi uomini, dovrai innanzitutto far capire bene che hai capito di aver sbagliato, quindi manifestare bene il pentimento, e infine assicurare che non incorrerai più negli stessi errori. Dopodiché ti resterà sempre il problema di farti credere. Comunque ora siamo stanchi, e non credo sia il caso che vieni domani. Possiamo riparlarne lunedì l’altro?

Ilenya 29.4.12, ore 5.24

No, vengo domani mattina! Buonanotte.

Gino 29.4.12, ore 12.42

Devo pregarti di rinviare all’altro lunedì, perché venire domani, oltre a mettermi in difficoltà – e a essere uno strazio perché non potrei farti rimanere – rende ancora più problematica la questione. Si è dato il caso, forse in coincidenza della fine del rapporto con Sara o della possibilità che mi mettessi con te, che mi sia parso di vedere dei segnali dell’altra persona. Ora sono a un bivio, ma con varie differenze, una delle quali è che al rapporto con lei credo, e a quello con te no. Finanche stanotte, quando sei arrivata all’argomento del lavoro del caffè, hai svicolato, perché vuoi lasciarti lo spazio di fare i tuoi oscuri comodi a Caserta. E non posso perdere una persona che mi da ogni garanzia per gettarmi nei noti gironi dei tuoi segreti.

Ilenya 29.4.12, ore 13.04

A Caserta non ho nulla. Vengo da te per stare con te, non per tornarmene a Caserta. Sara l’hai sempre fatta tornare senza trattarla male. Con me hai invece la forza di respingermi e di scacciarmi come se per te non contassi nulla.. Domani vengo. Mettimi alla prova! Prendi anche il mio cellulare, o lo butto via davanti a te. Cercherò di farti sentire quello che provo per te in tutti i modi, e poi sarai tu a decidere se finirla. Se così vorrai, sparirò per sempre, e ti capirò, ma ora proviamo..non ti costa nulla..mi affido a te..

Gino 29.4.12, ore 15.16

Sara mi ama, è persino troppo sincera, ed ha solo la ‘colpa’ di essere lontana dal mio mondo. Tu invece sei opaca, bugiarda. Comunque va bene: ho molti dubbi, perché continuo a non fidarmi di te, ma non voglio, di fronte a tanta determinazione, oppormi a una prova. Spero non scambi più la mia disponibilità per debolezza e ricordi che, anche se non voglio approfittarne, ho tutte le alternative che voglio, e non sono disposto a sopportare nessun genere di scorrettezze.

Ilenya 29.4.12, ore 16.28

Ti chiamo domani quando parto..

Alfonso Luigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 193
  • Data: 09-05-2012
Letto 1729 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Marzo 2013 12:31