ESPOSTO - DENUNCIA CON SEGNALAZIONE DI OPPORTUNITA' DI SEQUESTRO E DI REGISTRAZIONE CON URGENZA DELL'AVV. ALFONSO LUIGI MARRA

ILL.MO SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO PER IL TRAMITE DELLA DIGOS DI ROMA

ESPOSTO - DENUNCIA CON SEGNALAZIONE DI OPPORTUNITA' DI SEQUESTRO E DI REGISTRAZIONE CON URGENZA DELL'AVV. ALFONSO LUIGI MARRA, RAPPRESENTATO E DIFESO IN PROPRIO

IN RELAZIONE AL NOTO FILM PORNO GIRATO DALLA DR SARA TOMMASI

Presento questo esposto circa la nota vicenda del film porno della sig. Sara Tommasi perché non considero né civile né conforme ai miei canoni comportamentali rimanere silente depositario di informazioni che l'autorità giudiziaria potrebbe valutare utili, in base al fumus boni iuris, per l'eventuale sequestro preventivo e probatorio di questo film.

Film che potrebbe avere il gravissimo effetto di consentire siano messe a disposizione dell'intera società nazionale e internazionale – quali lecite – 50 minuti di immagini che la giustizia potrebbe invece concludere siano frutto di crimini.

Esposto che, in forma analoga, avrebbe dovuto in realtà presentare, da me rappresentata e difesa, l'altro ieri, 2.7.12, la madre della sig. Tommasi, sig. Cinzia Cascianelli, la quale però, recatasi, con un collega penalista di mia fiducia, presso i Carabinieri di Terni, nel mentre stava per provvedervi, ha ricevuto una telefonata nel corso della quale una donna, che sia il comandante che il mio collega sentivano chiaramente parlare, l'ha variamente esortata a non farlo adducendo che 'il maestro' (credo di una qualche dottrina esoterica) non voleva. Sig. Cascianelli che neanch'ella ha più voluto e che – nonostante un ripensamento in seguito al quale siamo tornati alla Caserma, da dove però il Comandante si era allontanato – ieri mattina (3.7.12) mi ha informato per telefono della sua rinuncia ad agire.

Motivi per presentare questo esposto tra i quali non posso pertanto indicare, benché mi stia a cuore, anche l'intento di difendere gli interessi della dr Tommasi, perché so che potrebbe smentirmi, e persino pormisi contro, sia lei stessa che la madre, e magari anche il padre, a causa sia del 'maestro' che dei mille modi imperscrutabili di interpretare le cose in certe situazioni e condizioni. Tant'è, del resto, che nemmeno la DIGOS, che pure vi ha tentato, ha ottenuto fin qui la sua collaborazione.

Rischio di trovarmeli non so come contro che ho però deciso di correre, e di fronteggiare se occorrerà, perché così mi impone la visione politica e pubblica che ho della mia vita.

Ciò detto, i motivi che mi fanno pensare che la sig. Tommasi potrebbe non essere stata capace quando ha girato il film sono costituiti: -a) da alcune circostanze che riporto di seguito; -b) dalle dichiarazioni da lei rese a uno o l'altro di noi suoi amici, e poi dallo stesso riportate agli altri amici in questo periodo di preoccupazione per lei anche in relazione alla necessità di cercare di tenerla lontana da situazioni fuori controllo o evitare che rimanesse sola.

Ristretto gruppo di amici comuni composto da me stesso, dalla sig. Gabriella Sassone, giornalista, che è la persona che le è stata più vicina, dalla dr Giovanna Mazzitelli, psicologa, e dal suo compagno, dr Luigi Ferraiuolo (presente in alcune circostanze in cui altri hanno riferito affermazioni della sig. Tommasi), e dal dr. Alberto Dandolo, giornalista.

Incapacità che potrebbe essersi negli ultimi tempi aggravata in seguito all'induzione, da parte di taluno, ad un maggior uso di droghe allo scopo preordinato di indebolirne ulteriormente la volontà, e della quale, il 26.6.12 dr Mazzitelli, che l'ha visitata per richiesta della madre, ha scritto (all. 1):

«Rapporto psicologico: Sara Tommasi

Martedì 26 giugno 2012, mi sono recata presso l'abitazione di Sara Tommasi, dalla quale sono stata contattata con richiesta di aiuto con voce molto bassa, lenta, quasi avesse difficoltà ad articolare le parole. Trovo Sara in uno stato di obnubilamento, notevole dimagrimento, ha difficoltà a reggersi in piedi, molto pallida. Mi racconta di non aver toccato cibo da giorni, la sua dispensa, infatti, è vuota, nel frigo non c'è acqua, dice di essere stanca, vorrebbe morire. Noto sul braccio destro segno di una puntura, chiedo spiegazioni, Sara con sguardo terrorizzato, spaventato, narra, con voce strozzata, che durante la registrazione del "film porno" le hanno iniettato per via endovena dose di "eroina" e altre sostanze durante le riprese. Lo stato di obnubilamento è confermato da una condizione organica acuta, ossia intossicazione da droghe; dimagrimento, pallore, inappetenza, ipotensione, segni di iniezioni, rappresentano gli effetti cronici. Il racconto di Sara è lo specchio di uno stato emotivo fortemente provato tanto che nei giorni successivi alla mia visita, il suo pensiero è dominato da un meccanismo di rimozione e negazione: non ricorda, non vuole più ricordare, nega di aver girato un film "porno". Manifesta una forte regressione, tutte le manifestazioni psicologiche necessarie per difenderla da un trauma, manifestazioni che la pongono in stato psichico "non in grado di intendere e di volere". Si è aggrappata alla madre, la quale la imbocca per nutrirla, e la accarezza per farla dormire, Sara necessita di riposo e di cure psicoterapeutiche e farmacologiche. Napoli 28 giugno 2012, dott.ssa Giovanna Mazzitelli».

Tentativo di 'rimozione' in cui la sig. Tommasi, il 28.6.12, in un'intervista telefonica di Cruciani (La Zanzara), ha dichiarato confusamente, in diretta, che il film era una trovata di Le Iene, che non aveva girato alcun film porno, e che se c’era uno era di una sua sosia.

Quanto alla siringa di eroina la Tommasi ha riferito che le è stata praticata, sul set del film, anche alla sig. Sassone, aggiungendo però che le è stata praticata personalmente dal De Vincenzo.

Ciò premesso va esaminata la dichiarazione scritta da tale ‘Manzo del Toro’ (pseudonimo), uno dei due protagonisti maschili del film, nella sua pagina facebook (all. 2).

Una fragilità psichica e una dipendenza dalla droga palese, pubblicamente nota (notoria) e nota al De Vincenzo, che l'ha frequentata da circa due settimane prima del 6.6.12, giorno in cui è stato girato il film.

Fragilità e dipendenza dalle sostanze che, di fronte a persone in tali condizioni, rendono, si direbbe, legittimo solo il far compiere loro attività vantaggiose o prive di particolare rilevanza, ma non anche attività quali far girare un film porno a chi non l'ha mai fatto in vita sua.

Ma, tornando a 'Manzo del Toro', nella sua pagina facebook (all. 2) ha scritto:

«Nessuno si immaginerà mai quante menate da schizzata ci ha tirato in 12 ore...a notte quando si è decisa volevo sopprimerla per evitare altre ore di stress e farmi monaco».

È evidente cioè che la dr Tommasi ha continuato a resistere per 12 ore fin quando, «a notte», scrive costui, «si è decisa»; resta da verificare se, come ha detto e scritto la dr Tommasi, sotto l'effetto della cocaina e dell'eroina.

È chiaro infatti che l'espressione «innumerevoli menate da schizzata tirate per 12 ore prima di cedere», interpretata secondo chiavi di lettura frutto di una maggiore sensibilità e avvedutezza, descrivono una persona che ha differito per 12 ore, senza riuscire a ribellarsi alle pressioni, il momento di girare il film perché evidentemente, nel fondo della coscienza che le residuava, capiva che l'avrebbe rovinata, ma che alla fine non ha potuto che cedere.

Incapacità temporanea della Tommasi di cui è una chiara indicazione anche l'incapacità di valutare gli aspetti economici della questione.

De Vincenzo e/o coloro che hanno comprato da lui i diritti sanno bene, infatti, che la pubblicazione del film, al costo dei circa 20 euro a cassetta che chiedono, causerebbe un incasso di 20 milioni per ogni milione di cassette vendute. Di tal che, potendosi calcolare possa essere visto da non meno di 20 milioni di persone, si può prevedere un incasso di varie decine di milioni quand’anche, dopo un po’, lo si rendesse scaricabile per 3 o 4 euro.

Ciò detto ci si chiede: è ipotizzabile che la dr Tommasi – esperta com'è di contratti in virtù della sua lunga attività – avrebbe potuto accettare, se fosse stata in sé, per un simile film e di fronte a simili prospettive di guadagno, 10.000 euro di compenso?

Un contratto che – oltre ad essere rescindibile per la lesione centinaia di volte ultra dimidium – non si spiega; perché la dr Tommasi sa che girare e montare quel film è costato poche migliaia di euro e che anche distribuirlo o venderlo in internet è facile e non costa nulla.

Un film cioè che, se avesse lucidamente deciso di girarlo, avrebbe o prodotto e distribuito da sé, o fatto produrre e distribuire dal De Vincenzo, o da chiunque altro, riservando a sé in ipotesi l'80% e regalando, con il residuo 20%, al De Vincenzo, una cifra mai vista prima in vita sua.

-Venendo ad altra circostanza, il De Vincenzo ha riferito alla sig. Sassone che (si deve ritenere prima del film) c'è stata un'intervista alla dr Tommasi di TGCom, che non è stato però possibile trasmettere da quanto lei biascicava.

Un biascicare che, se accertato mediante il sequestro del video di TGCom, motiverebbe che si indagasse sul se fosse o no sotto l'effetto di forti quantitativi di droga assunti o somministrati, perché la dr Tommasi non biascica.

C'è poi un'altra dichiarazione, di nuovo resa alla sig. Sassone dal De Vincenzo, secondo il quale, il 6.6.12 (giorno in cui è stato girato il film), in treno, al mattino, durante l’andata da Roma a Milano, la dr Tommasi si comportava stranamente perché era già ‘fatta’ di cocaina.

Una dichiarazione che implica che egli fosse al corrente dal mattino dello stato di dissesto mentale della dr Tommasi.

Fermo restando che l’aver riferito che la dr Tommasi, in treno, era ‘fatta’, non è, in astratto, ostativo, salvo a voler prendere per buone le asserzioni di De Vincenzo in suo favore, del fatto che la cocaina possa avergliela somministrata lui dal mattino per predisporla a delle successive maggiori somministrazioni nel pomeriggio o la sera.

Vi sono poi alcune dichiarazioni, tutte provenienti dalla dr Tommasi, scritte o riportate all'una o l'altra delle persone indicate, che le hanno poi condivise.

Una è che il De Vincenzo è stato descritto dalla sig. Tommasi a Sassone quale detentore di «un arsenale di droghe».

Un «arsenale di droghe» che, ove si accertasse la veridicità dell'asserzione della dr Tommasi, si potrebbe ritenere destinato a dazioni funzionali a tipologie di fini o strategie di relazioni tra le quali apparirebbe coerente inquadrare anche quanto potrebbe essere accaduto con la dr Tommasi.

Dr Tommasi che ha altresì riferito, in varie circostanze, a Sassone, a Mazzitelli, a Dandolo e a me, che il De Vincenzo le ha somministrato cocaina. Circostanza che, del resto, ha formalizzato in due dichiarazioni scritte (all. 3 e 4).

Ha riferito inoltre a Sassone che, il giorno della registrazione del film, ogni tanto, il De Vincenzo si avvicinava con un piattino di cocaina offrendola sia a lei che all’altra protagonista femminile, che la assumevano entrambe, senza però offrirne, riferisce la dr Tommasi, ai protagonisti maschili.

Ora, in effetti – ferme restando, spesso, la contraddittorietà e la confusione degli intenti che esprimeva – l'impressione, mia e non solo mia, è che, qualunque cosa avesse concordato con il De Vincenzo, voleva in realtà solo usare l’argomento del porno a fini pubblicitari attraverso l’intervista delle Iene e del TGCom.

Iene e TGCom che, peraltro, sempre secondo il suo racconto, avevano all’uopo preparato, in tema, un grande set le cui connotazioni non ha però precisato, o perché intenta alla già detta rimozione o perché condizionata o intimorita dal De Vincenzo; nei confronti del quale, del resto, dopo avere dato incarico a me e ad altro collega, non aveva più voluto agire adducendo che le aveva dato, come scrive nell'all. 4, la parola d'onore che non avrebbe pubblicato il film.

Una parola d'onore alla quale, per confusa che fosse, escludo abbia potuto credere e che fosse il vero motivo di quella decisione.

Va poi detto che il pomeriggio del 6.6.12, verso le 16.30, la sig. Tommasi, poiché ero anch'io a Milano, mi ha telefonato chiedendomi di tornare a Roma insieme, per cui ho fatto acquistare dal mio studio per lei il biglietto con conferma sul telefonino.

Sennonché, dopo forse 45 minuti, mentre, in taxi, mi recavo alla stazione per prendere, alle 18, il treno, la sig. Tommasi mi telefonò di nuovo adducendo di non fare in tempo a tornare.

Il che fa ragionevolmente ritenere, non che in quel momento si sia decisa a girare il porno (sarebbe contrasto con la dichiarazione di Manzo del Toro, secondo il quale «si è decisa» solo dopo 12 ore), ma che almeno fino a circa le 17.15 non pensava di girarlo.

Film che durante tutto questo intero mese non ha inteso riferirci da che ore a che ore è stato girato, ma che è stato girato fino a tarda notte secondo quanto il De Vincenzo ha riferito alla sig. Sassone.

De Vincenzo che, ad esempio, in questi ultimi giorni di giugno, fino all'ultimo momento, pur conoscendo le difficili condizioni di salute della dr Tommasi, ha investito sia lei stessa che la sig. Sassone di una gragnuola di insistenti telefonate rivolte a forzarla, contro la sua innumerevoli volte espressa volontà negativa, ad intervenire, il 30.6.2012, al noto spettacolo 'live' che aveva programmato per lei presso un locale di Firenze. Telefonate ad un paio delle quali, credo il 29.6.12, ho assistito anch'io, perché ero insieme alla sig. Sassone.

Una forte reticenza della dr Tommasi, da ritenere anch'essa frutto del suo stato o di chissà quali timori o valutazioni, che ha impedito, fin qui, la ricostruzione, in relazione al 6.6.12, sia del tempo trascorso dalla tarda mattinata fino a notte inoltrata, sia degli orari in cui gli eventi si sono succeduti, sia del luogo in cui il film è stato girato, che però non sembra proprio essere la Svizzera (come dichiarato forse perché in Italia è, credo, vietato girarli), bensì un capannone nei pressi di Milano (da cui la competenza della Procura di Milano).

Elementi tutti che possono evidentemente essere forniti oltre che da me stesso, dalla dr Giovanna Mazzitelli, dal dr Luigi Ferraiulo, dalla sig. Gabriella Sassone, dal dr Alberto Dandolo, dal sig. ‘Manzo del Toro', dalle 12 persone che, secondo De Vincenzo, erano presenti sul set, dagli addetti ai filmati del 6.6.2012 di Le iene e del TGCom, o constatati dai filmati e dalla registrazione di La Zanzara del 28.6.12.

Avv. Alfonso Luigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 196
  • Data: 04-06-2012
Letto 3805 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Marzo 2013 11:40