LA RINASCITA SOCIALISTA QUALE UNICO STRUMENTO PER TORNARE AL GOVERNO

presiede CARMINE SIMEONE
relazione di ALFONSO LUIGI MARRA
interviene ANTONIO SIMEONE, capogruppo S.D.I. Regione Campania
conclude FAUSTO CORACE, segretario regionale S.D.I.

 

Com’è noto non è il centro destra ad esser forte, ma il centro sinistra ad esser debole, ed anzi il centro destra è senza futuro, dato il suo legame fisico con Berlusconi.

Un centro destra che, fermo restando l’abuso del potere mediatico, viene votato quale "minor male" rispetto ad un centro sinistra che ha il suo fulcro in una forza tanto importante per l’opposizione quanto storicamente inadeguata alla funzione di governo, quale i DS; tant’è che il motivo di fondo per il quale non fu travolta come il PSI e la DC fu che non avrebbe avuto senso, poiché non incarnava alcun potere.

Potere poi ottenuto con il governo D’Alema, ma che, neanche questo è nuovo, fu solo l’occasione per esprimere quella già nota mancanza di cultura di governo, che anche oggi costituisce la vera ragione per la quale è opinione comune che non ha, né avrà, il consenso per vincere.

Tutti sanno infatti che nulla è cambiato da quando, non appena avuto modo di governare, si è espressa nel suo manicheismo: una tendenza a dividere il mondo in buoni e cattivi ed ovviamente a credersi gli arcangeli del bene in lotta con i demoni del male: una dotazione ideologica che genera moralismo anziché morale e guasti anziché risultati.

Meno che mai trainanti per il rilancio politico del centro sinistra sono poi le forze di centro, dette "moderate", ma in realtà non indenni da suggestioni belliche, resistenti ad ogni riconversione per fini ambientali, ed in sostanza conservatrici.

Forze il motivo del cui ormai irreversibile superamento è la non laicità.

Nonostante infatti l’apparente stringersi di molti alla religione, dovuto alla confusione ed all’amarezza di questa fase dell’umana vicenda, ogni dogmatismo è definitivamente superato in quanto esso stesso strumento di quella confusione alla quale bisogna porre rimedio.

E viene da chiedersi, ad esempio, di fronte ad un Bush che assurdamente prega al tavolo della politica, se la radice delle sue pulsioni di guerra è più nei suoi pregiudizi religiosi, che, lo si voglia o no, sono alla radice anche dei pregiudizi razziali o culturali, o nelle pressioni dell’industria degli armamenti, che deve consumare le scorte per avere nuove commesse, ed è sicuramente anch’essa o di centro o di destra e dedita alle preghiere.

La società moderna, insomma, ferma restando la necessità di una sempre maggiore considerazione dell’inenarrabile complessità della condizione umana, ha bisogno di strumenti culturali di impostazione, non solo razionalistica, ma anche laica e libertaria, ovvero socialista; perché anche il PCI aveva la pretesa di essere razionalista, ma lo era solo a partire da una serie di certezze dogmatiche, quali il moralismo poi ereditato dai DS.

D’altra parte la carenza di un vasto partito socialista che esprima quell’ampia fascia sociale laica e libertaria (lontana dai DS come dai gruppi o dai movimenti) è un’anomalia italiana che dura sì da dieci anni, ma non può comunque che essere transitoria.

Lo SDI, cioè, è sì oggi un piccolo partito, ma i socialisti sono sempre tanti, sono ovunque, sono gli unici a non avere rinunziato alla loro passione politica e civile ed alla loro militante operosità, perché credono che la politica sia un fare piuttosto che un elucubrare; laddove altre forze, magari più votate, sono meri partiti di opinione, funzionali alla sola opposizione al punto di considerare un vanto il non avere alcuna organizzazione.

Per queste ragioni i socialisti, piuttosto che non far nulla, sono entrati in massa in Forza Italia, anche perché molti avevano considerato quel movimento un contenitore da poter riempire di qualsiasi contenuto, battendo le tendenze di Berlusconi.

Ma costui ha dimostrato di sapere usare i suoi mezzi in modo da convincere gran parte di quelli che gli occorrono, comuni cittadini o capi di stato che siano, sicché ha trasformato Forza Italia in una struttura aperta solo agli iniziati ai "principi" vigenti nei circoli che ha creato; senza che per questo possa certo essere definito geniale, perché, come ho scritto altrove, la genialità implica la positività, ed è dunque difficilissima, mentre qualunque stolto è capace di diventare un "genio" del male, o del nulla.

Una struttura chiusa a chiunque abbia il fastidioso "pallino" della politica, ovvero ai tanto ingiustamente vituperati "politici di professione", che erano in realtà dei politici per vocazione, sostituiti ora da una falange o di "professionisti" mandatari degli interessi del loro comune committente, o a limite di impiegati della politica.

E’ insomma fallita la speranza di "prendersi Forza Italia" , di "riempire il contenitore vuoto con contenuti sociali" che caratterizzava i discorsi di molti socialisti.

E’ tempo dunque che la diaspora finisca ed i socialisti tornino a casa, perché essi sono rimasti isolati in Forza Italia quanto nelle altre forze dominate da tendenze che, quali che siano, nulla hanno a che vedere con quell’essere laici e libertari che costituisce la materia di fondo dell’essere socialisti.

E niente è meno foriero di buoni risultati che lo stare fra gente che non ti assomiglia.

Alfonso Luigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 89
  • Data: 06-03-2003
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