COORDINAMENTO "INIZIATIVE" dello SDI. INIZIATIVA HANDICAP

ALLE ASSOCIAZIONI DEGLI HANDICAPPATI

E’ proprio con l’affermazione del principio assistenziale, simbolizzato nella bibbia con la "manna dal cielo", che nasce, nel 14° secolo prima di Cristo, il germe, la precondizione, della democrazia, ovvero il principio secondo il quale coloro che non fossero stati in grado di sostenersi da soli, a causa dei loro limiti o per i casi della vita, da quel momento sarebbero stati sostenuti dal "cielo", che non è poi altro che la "mente collettiva", la cultura, ed in definitiva la società attraverso lo Stato e le Istituzioni.

Va pertanto spiegato ai liberisti che l’assistenzialismo non è una cattiveria contro lo Stato liberale, ma il tessuto connettivo di fondo di ogni ordinamento giuridico civile.

Il liberismo è infatti caduto in un grave equivoco che da tempo impedisce un’adeguata normazione in materia di handicap.

Gli è cioè sfuggito che l’attuale società è dominata dal rivendicazionismo, per cui in essa si sono affermati solo coloro che sono dotati di forza rivendicatoria.

Con la conseguenza che gli handicappati sono divenuti tanto meno visibili quanto più sono handicappati, pur essendo purtroppo molto numerosi.

Ben pochi si rendono conto, ad esempio, che dietro alcuni gravi problemi, quali quello delle barriere architettoniche, se ne celano altri ancora più gravi, come quello di coloro che non si scontreranno mai con le barriere architettoniche, perché sarebbe già molto se avessero chi è in grado di badare ai loro bisogni primari in casa, sicché, non avendolo, giacciono in condizioni di abbandono, sovente in attesa di null’altro che la morte.

Problemi che fortunatamente non riguardano tutti gli handicappati, ma che, quand’anche riguardassero il 5% di loro, investirebbero centinaia di migliaia di persone e le loro famiglie.

Una situazione che, essendo "irrappresentabile" in un paese europeo, è stata allora "rimossa" dalla mente collettiva.

In pratica, le pensioni di invalidità (parleremo altrove del tema, ancora più grave, dell’indennità di accompagnamento dei non autosufficienti) sono calcolate sulla base del presupposto che, o l’invalido ha un reddito proprio, o è sostenuto economicamente da altri, o è un falso invalido, perché diversamente non è in condizioni di vivere.

Se, cioè, per avere la pensione, non si può avere un reddito superiore a 3.846 € annuali per gli invalidi dal 74% al 99%, ed a 13.103 € per gli invalidi al 100%, il dramma è che molti invalidi non hanno affatto un reddito, per cui "vivono" esclusivamente con i 223 €.

La normativa va insomma riformata, e resa più articolata e più rispondente alla realtà, ma soprattutto va ricostruita applicando la regola secondo la quale quelli che meno hanno voce più vanno ascoltati.

Anche perché uno dei motivi per i quali la società non cresce è proprio costituito dal tentativo di farla crescere aiutando, non coloro che compongono la base della piramide sociale, ma i suoi vertici: una logica così manifestamente iniqua da innescare poi così tante contraddizioni e causare la crisi di tutti i processi.

L "Iniziativa Handicap" è rivolta al superamento di questi problemi.

Per riuscirci, bisognerà darsi una certa organizzazione, a partire dalla costituzione di un coordinamento a cinque coordinatori, e dalla definizione di una scaletta dei progetti ai quali iniziare a lavorare.

Augurandomi che vogliate collaborare a questa opera, resto in attesa di ogni vostra proposta per posta, per telefono o per e-mail, ed invio i più cordiali saluti.

Alfonso Luigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 94
  • Data: 25-11-2003
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