La pazzia
tratto da "La storia di Giovanni e Margherita"(download)

La richiesta prepotente (volontà di prevaricazione) di esserci e di essere riconosciuti senza le opere è egoismo (ci si riferisce qui all’egoismo in senso stretto, e non a quello “necessario”, connaturato all’individuo). La richiesta è tanto più forte quanto più è forte il tendere verso il contesto, nel quale appunto si vuole essere ed essere riconosciuti. L’incapacità di modulare l’egoismo, che non giova all’egoista, e che dunque si configura come un’impotenza di opere, è causata da un incidente dello sviluppo. Questo incidente dello sviluppo può essere capito e risolto se studiato alla luce delle regole del contesto. L’impotente di opere, a causa della sua impotenza a contribuire alla vita degli altri, viene negato, e quindi, in seguito alla negazione degli altri, cade in preda al malessere della pazzia. Se il malessere è di modesta entità la pazzia è parziale. Se il malessere è invece di grande entità la pazzia è più grave fino a poter essere totale. I concetti di egoismo e pazzia si sovrappongono totalmente, infatti: egoismo = desiderio di affermare se stessi senza le opere = malessere per la negazione degli altri = pazzia. Diventerà pazzo in sostanza colui che, a causa della sua impotenza di opere (egoismo), tenterà di imporre agli altri il suo esserci ed essere riconosciuto e, vedendo frustrati i suoi tentativi, continuerà a cercare di esercitare il suo vantato diritto attraverso comportamenti che, per l’aumentare del suo malessere, saranno sempre meno adatti a fargli ottenere quello che vuole. Fino a quando, a causa della negazione degli altri, che non cesserà fino a quando non cesserà il suo egoismo, adotterà forme comportamentali nelle quali è assente il contributo alla vita altrui, per cui, negato da tutti e più duramente, cadrà nella pazzia. Il modo per arrestare l’aggravarsi della pazzia è di porre l’individuo totalmente o parzialmente pazzo, o se stessi, se si è in preda al malessere per la negazione degli altri, in condizione di poter cominciare a compiere opere ed affermare così il proprio diritto ad esserci ed essere riconosciuti. Ciò sempre nei limiti della giustizia e della coerenza, perché altrimenti il pazzo, la cui pazzia è in premessa violazione di ogni principio, si ribellerà vieppiù alle regole del contesto. Diventano più facilmente pazzi coloro nei quali, in presenza di un forte egoismo, è forte il desiderio di esserci e di essere riconosciuti (amore per il contesto). Sono parzialmente pazzi coloro che, anche in relazione al loro scarso desiderio di esserci e di essere riconosciuti (poco amore per il contesto, pure dovuto ad un incidente dello sviluppo), arrestano il loro egoismo ad un livello che consenta loro di vivere in qualche modo all’interno del contesto.