Quel rapporto non confessabile fra giornalismo e magistratura

E’ in atto un braccio di ferro fra il giornalismo televisivo e della carta stampata (quello nazionale) e me in relazione al "Libro bianco" sulla Procura della Repubblica di Cordova, pubblicato in appendice alla mia Civiltà degli "onesti".

Il giornalismo, cioè, sa che il suo silenzio sul libro, così come su qualsiasi altra cosa, costituisce una vera e propria perentoria "disposizione" alla collettività, di non interessarsene.

E sa anche si osservi quanta raffinatezza che se rendessimo molto visibile il libro con la pubblicità, il persistere del silenzio dei media acquisirebbe la valenza di un arcigno riserbo verso di esso equivalente ad un silenzioso ordine collettivo di tenersene lontani e di ostacolarlo con ogni mezzo.

Finché, in breve, non si giungerà al punto di rottura, perché una delle caratteristiche della modernità è proprio l’accelerazione senza precedenti dei processi di disgregazione interni alle varie forma di prevaricazione.

Tutto ciò perché se quel libro raggiungerà una buona diffusione causerà un acutissimo confronto sulla magistratura che, essendo il più temibile dei poteri, ha sempre condizionato, non semplicemente le notizie, ma addirittura la rotta stessa del processo evolutivo dei vari mezzi di informazione.

Tant’è che anche le grandi testate di opposizione, che si illudono, o fingono di illudersi, di lottare contro la "m ala giust izia", lo fanno solo in nome della magistratura di centro destra contro quella di centro sinistra, o viceversa, ma se volessero pubblicare ciò che, come La civiltà degli "onesti" o il "Libro bianco", aprirebbe il confronto sulla magistratura nel suo complesso, incontrerebbero una serie di resistenze innanzitutto interne alle loro redazioni.

Né credo stupisca se dico che, ovviamente, la magistratura dispone da sempre, ovunque, sia di filtri delle notizie in generale sia di presidi ad ogni livello per poter intervenire anche in modo diretto, quando occorra, su cosa dire e cosa non dire.

L’anomalia, se mai, è che ancora non si sappia dove questi filtri e presidi si annidano, chi sono i responsabili e come sono organizzati.

Fra breve comunque tutto emergerà, perché il livello di mistificazione e di collusione istituzionale è ormai tale che altrimenti la società soccomberebbe.

29.6.98

On. Avv. Alfonso L uigi Marra

Informazioni aggiuntive

  • N.: 51
  • Data: 29-06-1998
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